giovedì 12 aprile 2012

VICENDE ADRIATICHE


VICENDE ADRIATICHE

La mia vita iniziò dentro quel carro merci che dal nord Italia mi portava a Roma.

Avevo appena due anni e ancor oggi mi porto in mente quel trascorso. In braccio a mia cugina Santina, vedevo attraverso la finestrella con le grate i movimenti delle persone una volta giunti nelle stazioni ferroviarie. Momenti di disagio ed il lungo viaggio in precarie condizioni fissarono nella mente il trascorso quei momenti tragici....


L'istria,terra di confine perduta per le scelleratezze del nostro governo. fummo scomode etnie a cui rubare terra e case. e noi pesanti fardelli che rientravano in Patria, uomini che pagavano lo scotto dei potenti portando disagi economici e sociali nei territori in cui andarono ad insediarsi.

Per tanti anni i disagi nostri e di molte persone vennero tenuti nascosti.
Bisognava integrare, occupare fare qualcosa per questi connazionali di troppo in una terra madre dimentica e disastrata.L'imperdonabile è stato tenere nascosta la verità e la storia, per tanti decenni; i maltrattamenti la negazione del pane e del latte per i figli dei profughi Italiani nelle stazioni ferroviarie del nord Italia perchè
tacciati dai comunisti Italiani come fascisti  mentre loro si baciavano in bocca con il comunista Tito.


Mi raccontava mia madre che quando arrivarono i tedeschi a Rovigno tutti i cittadini per loro erano potenziali comunisti e quando arrivarono i comunisti tutti erano fascisti.
Con questa logica iniziò la pulizia etnica ed il terrore per coloro che volevano rimanere.
Fu inevitabile il massiccio esodo dalle terre Istriane e per questo un caloroso grazie a certi patrioti
Italiani. Nessuna verità ma solo l'infame desiderio di potere.


Da piccino abitavo a Palese,un paese in provincia di Bari. Mia madre era una dipendente dei monopoli come lo era quando viveva in Istria, mio padre era un invalido per cause di servizio e quando ebbi sei anni morì per una insufficienza cardiaca; morì lasciando me e i miei due fratelli. Anche mia cugina Santina è morta giorni addietro a Vittorio Veneto.

Il tempo corre e passa togliendoti quello che avevi, portandoti via quello che hai.
Ormai conosco il mondo e gli uomini, il peccato originale che ancora non ci è stato perdonato,.Viviamo in una giungla in cui l’unica liana e quella del denaro.



ruginium@gmail.com