VICENDE ADRIATICHE
La mia vita iniziò dentro quel carro merci che dal nord Italia mi portava a Roma.
Avevo appena due anni e ancor oggi mi porto in mente quel
trascorso. In braccio a mia cugina Santina, vedevo attraverso la finestrella
con le grate i movimenti delle persone una volta giunti nelle stazioni
ferroviarie. Momenti di disagio ed il lungo viaggio in precarie condizioni
fissarono nella mente il trascorso quei momenti tragici....
Per tanti anni i disagi nostri e di molte persone vennero
tenuti nascosti.
Bisognava integrare, occupare fare qualcosa per questi
connazionali di troppo in una terra madre dimentica e
disastrata.L'imperdonabile è stato tenere nascosta la verità e la
storia, per tanti decenni; i maltrattamenti la negazione del pane e del latte
per i figli dei profughi Italiani nelle stazioni ferroviarie del nord Italia
perchè tacciati dai comunisti Italiani come fascisti mentre loro si baciavano in bocca con il comunista Tito.
Con questa logica iniziò la pulizia etnica ed il terrore per coloro che volevano rimanere.
Fu inevitabile il massiccio esodo dalle terre Istriane e per questo un caloroso grazie a certi patrioti
Italiani. Nessuna verità ma solo l'infame desiderio di potere.
Il tempo corre e passa togliendoti quello che avevi,
portandoti via quello che hai.
Ormai conosco il mondo e gli uomini, il peccato originale
che ancora non ci è stato perdonato,.Viviamo in una giungla in cui l’unica
liana e quella del denaro.ruginium@gmail.com